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	<title>Tv Live Streaming &#187; Cinema e Film</title>
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	<description>TV Live: Il meglio della Web TV online ora è Live Streaming</description>
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		<title>The Hole in 3D</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Jun 2010 09:28:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nell&#8217;incontro obbligato con il 3D, Joe Dante mette da parte la satira politica e genera solo “piccoli brividi”
I due fratelli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Nell&#8217;incontro obbligato con il 3D, Joe Dante mette da parte la satira politica e genera solo “piccoli brividi”</h2>
<p><img title="the-hole-3d" src="http://www.tvliveit.it/wp-content/uploads/2010/06/the-hole-3d.jpg" alt="" hspace="5" width="150" height="208" align="left" />I due fratelli Dane e Lucas Thompson si trasferiscono con la madre da New York in una villetta a schiera di Bensonville, una piccola città del nord-est americano. Lucas è un ragazzino curioso e vitale, mentre Dane è il tipico adolescente inquieto, oppresso dai continui traslochi cui la madre lo sottopone. Assieme alla bella vicina di casa, Julie, Dane e Lucas scoprono nello scantinato di casa una grande botola serrata con numerosi lucchetti. Una volta scoperchiato il passaggio, quello che pare un semplice buco nel pavimento si rivela essere un portale per una dimensione da cui prendono corpo le più remote paure dei ragazzi.<br />
Da sincero estimatore del cinema horror degli anni ‘50 e di quelle folli trovate promozionali proto-interattive e artigianalmente commerciali, Joe Dante presto o tardi si sarebbe dovuto confrontare con la tecnologia 3D. Lo ha fatto nel 2003 con un cortometraggio realizzato per un parco divertimenti e scritto da R.L. Stine, il creatore della serie <em>Piccoli brividi</em>. <em>The Hole</em> sembra provenire da lì, da uno di quei racconti del terrore per ragazzi, lavorando sull&#8217;idea di una dimensione parallela e oscura dalla quale si formano quelle paure legate all&#8217;infanzia che bisogna imparare a combattere. È quindi un piccolo romanzo di formazione, dilettevole ed edificante, che trova nell&#8217;intervallo fra pre-adolescenza e tarda pubertà, cioè fra la perdita dell&#8217;innocenza e l&#8217;acquisizione di cinismo, tanto l&#8217;età dei suoi protagonisti quanto quella del suo target di riferimento.<br />
Nel concentrarsi più esplicitamente sull&#8217;adolescenza e sulle potenzialità di coinvolgimento emotivo del 3D (funzionale al racconto soprattutto nell&#8217;esplorazione del mondo delle paure, una sorta di scenografia espressionista che altera e al tempo stesso esalta il senso delle proporzioni), Dante sembra mettere da parte l&#8217;elemento politico dei suoi film precedenti.<br />
Fra le tre dimensioni previste non c&#8217;è spazio per la satira o per quel sottotesto di controcultra che era riuscito a strisciare anche sotto alcuni film più commerciali come <em>Small Soldiers</em>. Con <em>The Hole</em>, Joe Dante si conferma un ibrido un po&#8217; pazzoide fra Walt Disney e William Castle. Fra l&#8217;immaginario di un uomo interessato a esplorare anche il lato oscuro dell&#8217;infanzia e quello di un folle che legge ancora il cinema come un&#8217;esperienza comunitaria legata al coinvolgimento dello spettatore.</p>
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		<title>Draquila &#8211; L&#8217;Italia che trema</title>
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		<pubDate>Thu, 13 May 2010 15:17:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tv Live</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cronache delle &#8216;cose nostre&#8217; dell&#8217;Aquila
La terra trema. Dopo il Grande Terremoto che la sorprese indifesa nel 1461 e poi nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Cronache delle &#8216;cose nostre&#8217; dell&#8217;Aquila</strong></h2>
<p><img title="draquila" src="http://www.tvliveit.it/wp-content/uploads/2010/05/draquila.jpg" alt="" hspace="5" width="150" height="214" align="left" />La terra trema. Dopo il <em>Grande Terremoto</em> che la sorprese indifesa nel 1461 e poi nel 1703, l&#8217;Aquila è abbattuta nella primavera del 2009 e di nuovo “città rovinata”, come ebbe a scrivere tre secoli prima Marco Garofalo, Marchese Della Rocca, al Vicerè di Napoli. Questa volta a compiere il <em>miracolo del terremoto</em> non sarà però il martire cefaloforo Emidio, condannato alla pena capitale e poi canonizzato. Al culto emidiano si sostituisce quello berlusconiano, (auto)celebratosi a partire dal 7 aprile, il giorno successivo alla scossa fatale che ha colpito al cuore l&#8217;Abruzzo e piegato le sue anime “forti e gentili”.<br />
Da qui si avvia il documentario di Sabina Guzzanti, cronaca delle ‘cose nostre&#8217; e della politica dei fattacci che hanno compromesso il futuro dell&#8217;Aquila e della sua gente. Persuasa che da quando i politici sono diventati barzellettieri, i comici hanno il dovere morale e l&#8217;autorevolezza per parlare di politica o addirittura di fare politica, la Guzzanti indossa letteralmente i panni del premier e parte alla volta dei campi di soccorso, promossi dal governo Berlusconi in attesa di edificare una New Town da inaugurare il giorno del suo compleanno. Magari confezionando una torta e mettendo in fresco una bottiglia di spumante rigorosamente italiano da stappare in suo onore. Parola del presidente. E già, perché il 6 aprile del 2009 il nostro premier pativa una crisi di popolarità che il terremoto aquilano avrebbe certamente risollevato. Venuto “di cielo in terra a miracol mostrare”, il consacrato dal popolo investe la Protezione Civile, nella persona di Guido Bertolaso, di ricostruire la città in barba alla sua storia, alla sua cultura e ai suoi cittadini. Favorito da normative straordinarie e da una sinistra desolante e desolata come la tenda abbandonata del Pd, il “braccio armato” del governo realizza altrove una città altra, che distrugge il valore degli incontri e costringe gli aquilani ‘più fortunati&#8217; in appartamenti asettici e davanti a televisori che predicano il berlusconismo.<br />
Abbandonando la satira indigesta per il giornalismo d&#8217;inchiesta, Sabina Guzzanti intervista una messe di persone e personalità, provando a ragionare sui fatti (in)evitabili, sulla prevenzione mancata, sulle vite condannate, sulle speculazioni, sui finanziamenti illeciti, sulla sistematica messa in discussione dei principi di trasparenza e legalità che fondano l&#8217;idea di una socialità democratica. Contro l&#8217;orrore e l&#8217;indignazione di intercettazioni telefoniche inconcepibili e mostruose, contro l&#8217;incredibile capacità di pervertire l&#8217;idea di giustizia, contro l&#8217;uso disinvolto dell&#8217;ironia, della decenza, della memoria storica e della correttezza istituzionale si alza la voce degli abruzzesi, uno su tutti, il lucidissimo professore Colapietro, che ha deciso di abitare “nonostante” il centro storico dell&#8217;Aquila, rinnovando, con una manciata di operai e di euro, la sua casa e la sua vita. Centro storico e culturale a cui l&#8217;imprenditore, il politico, l&#8217;uomo medio dei media ha negato l&#8217;accesso e prorogato restauri e ristrutturazioni, disperdendo lungo la costa una popolazione cittadina imprescindibilmente legata al tessuto artistico e architettonico della propria città.<br />
Soprassedendo sulle immagini sgranate, sulle inquadrature di stampo televisivo e l&#8217;approssimazione estetica, <em>Draquila</em> rivela la maschera tragica del nostro Paese e solleva la voce che non ha timore di raccontarci una volta di più cos&#8217;è (stata) l&#8217;Italia berlusconiana. Davvero non c&#8217;è niente da ridere e Sant&#8217;Emidio fulmini una volta per sempre chi la notte del 6 aprile ha irriso ai vivi e ai morti dell&#8217;Aquila. E adesso (ri)&#8221;facciamo bella, che nulla nello regame possa confrontarsi ad essa&#8221;.</p>
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		<title>Basilicata Coast To Coast</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Mar 2010 09:51:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Basilicata Coast To Coast Un film di Rocco Papaleo.
Con Alessandro Gassman, Paolo Briguglia, Max Gazzè, Rocco Papaleo, Giovanna Mezzogiorno. Claudia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Basilicata Coast To Coast Un film di Rocco Papaleo.</h2>
<p><img src="http://www.tvliveit.it/wp-content/uploads/2010/03/basilicata-coast-to-coast.jpg" alt="" hspace="5" width="150" height="214" align="left" />Con Alessandro Gassman, Paolo Briguglia, Max Gazzè, Rocco Papaleo, Giovanna Mezzogiorno. Claudia Potenza, Michela Andreozzi, Antonio Gerardi, Augusto Fornari, Gaetano Amato.<br />
Commedia musicale, durata 105 min. &#8211; Italia 2010. &#8211; Eagle Pictures uscita venerdì 9 aprile 2010.</p>
<p>Una commedia musicale, un viaggio denso di imprevisti e di incontri rocamboleschi che porta una combriccola di musicisti a mettersi in cammino al ritmo delle loro strofe musicali per partecipare al Festival del teatro-canzone di Scanzano Jonico, attraversando a piedi la Basilicata, dal Tirreno allo Ionio, lungo il tragitto che dà il titolo al progetto. Il viaggio avrà un valore terapeutico.</p>
<h2>Trailer italiano HD &#8211; Basilicata Coast to Coast<br />
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		<title>Chloe &#8211; Tra seduzione e inganno</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 11:33:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Egoyan indaga le intemperanze e gli inasprimenti sentimentali, ritrovando un dolce domani
Catherine è inquieta. Ginecologa di successo, madre di un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Egoyan indaga le intemperanze e gli inasprimenti sentimentali, ritrovando un <em>dolce domani</em></strong></h2>
<p><img title="Chloe" src="http://www.tvliveit.it/wp-content/uploads/2010/03/Chloe.jpg" alt="" hspace="5" width="150" height="214" align="left" />Catherine è inquieta. Ginecologa di successo, madre di un adolescente e moglie di un professore, è convinta che l&#8217;aereo perso dal marito dissimuli un tradimento. David da parte sua incrementa la gelosia della moglie, incoraggiando con sguardi e ammiccamenti studentesse, cameriere, assistenti. Ossessionata e sospettosa Catherine assolda e retribuisce una giovane escort per sedurre il marito e avere i dettagli di un suo potenziale adulterio. Chloe, spregiudicata nei gesti e abile con le parole, avvia il gioco, approcciando David in un caffè e riferendo a Catherine particolari erotici della consumata infedeltà. Tra incertezze e rivalità, desideri e attrazioni niente è come appare e niente andrà come previsto.<br />
<em>Chloe</em>, come pure le <em>False verità</em>, segnano uno scarto rispetto alla filmografia di Atom Egoyan, accumulando una serie di elementi di potenziale richiamo, anche pruriginosi, che sembrerebbero distinguerlo dal cinema introverso e problematico del regista armeno-canadese. Eppure anche questa volta Egoyan procede costantemente oltre le superfici delle apparenze, insinuando e confermando dietro il glamour, il sesso, la messa in scena della nudità e di rapporti omosessuali, i temi e gli stilemi consueti del suo cinema. <em>Chloe</em> dichiara l&#8217;esplorazione del mistero dell&#8217;individuo attraverso una composizione non lineare del racconto che rende conto della complessità del reale e della stratificazione temporale dell&#8217;esperienza.<br />
Egoyan restringe progressivamente il cerchio d&#8217;azione e degli spazi, dalla strada alla casa, dalle architetture avveniristiche e dai paesaggi urbani di Toronto agli interni, mettendo a fuoco l&#8217;interiorità di personaggi repressi in pubblico e appagati in clandestinità. Mentre lo spazio viene sottoposto a un graduale processo riduttivo, il montaggio si frantuma con l&#8217;innesto di flashback e poi si ricompone a delineare l&#8217;interfaccia di passato e presente, di ciò che è stato o di ciò che probabilmente non è mai stato. Emotivamente fragili, perduti, ritrovati o sacrificati, i protagonisti di Egoyan precipitano in una crisi esistenziale e sentimentale che esploderà in un conflitto incrociato ed estenuante. <em>Chloe</em> aderisce a un genere preciso e a una drammaturgia riconoscibile: il <em>family melodrama</em>, territorio ideale e privilegiato su cui insediare personaggi a analizzarli al microscopio. Egoyan mette allora in scena l&#8217;amore e l&#8217;inganno, le scelte affettive sbagliate e l&#8217;inevitabile usura del tempo nei legami, il rimpianto per una perfezione che non esiste in un mondo finito e imperfetto e il superamento dei confini dell&#8217;altro, della sua intimità e della sua libertà interiore. Adottando il genere che più di altri simula l&#8217;ordine della vita, l&#8217;autore non è interessato a spiegare, interpretare o risolvere quanto a rappresentare gli scarti immaginari dei sentimenti.<br />
Il cuore pulsante di <em>Chloe</em> è Julianne Moore, espressione massima di garbo e grazia, eleganza e sofisticazione, risvegliata dal torpore dei sentimenti dalla ninfetta bionda e splendente di Amanda Seyfried. Tra il corpo musicale di Chloe e i sensi inattivi di Catherine si “accomoda” il marito inafferrabile di Liam Neeson, capace di (ac)cogliere il (ritrovato) dinamismo emozionale della compagna e di ricongiungersi a lei dentro un <em>dolce domani</em>.</p>
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		<title>Alice in Wonderland</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 17:28:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tv Live</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lontano dai libri originali, dal cartone anni &#8216;50 e dai film di Tim Burton, il nuovo Alice è un viaggio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Lontano dai libri originali, dal cartone anni &#8216;50 e dai film di Tim Burton, il nuovo Alice è un viaggio verso il conformismo</strong></h2>
<p><img title="alice-in-wonderland" src="http://www.tvliveit.it/wp-content/uploads/2010/03/alice-in-wonderland.jpg" alt="Alice" hspace="5" width="150" height="214" align="left" />Alice teme di essere pazza. Da quando è piccola continua a fare sempre lo stesso sogno, non sta mai attenta quando le parlano, è diversa dal resto della buona società che frequenta e non si integra nelle regole del suo mondo. Affinchè non rimanga zitella come la zia, che senza marito pazza lo è diventata sul serio, i parenti le combinano il matrimonio con un ottimo partito: un giovanotto integrato, conformato, di nobile lignaggio e con qualche problema digestivo. Al grande ricevimento nel quale le verrà fatta la proposta però le visioni di Alice si fanno insistenti, il ticchettio di un orologio sembra ossessionarla e sul più bello vede comparire un coniglio in doppiopetto che le indica che è oramai tardi. Alice lo segue nella sua tana e finisce in quel mondo che aveva sognato fin da piccola, dove scopre che esiste una profezia riguardo una sua omonima la quale, con l&#8217;aiuto del Cappellaio Matto, del Coniglio Marzolino ecc. ecc. sconfiggerà una creatura malvagia liberando il regno dalla tirannia della Regina Rossa e riportando al trono la sorella più bella, la Regina Bianca.<br />
La produzione è sempre Disney ma siamo totalmente da un&#8217;altra parte rispetto al cartone animato del 1951. Benchè la storia ancora una volta mescoli elementi da i due libri di Lewis Carrol: &#8220;Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie&#8221; e &#8220;Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò&#8221;, il mix è inedito. Questa volta l&#8217;andamento psichedelicamente caotico per il quale solo perdendosi completamente Alice riusciva a trarre qualcosa dal suo peregrinare è scartato a favore di una trama decisamente più canonica. Arrivata nel paese delle meraviglie Alice ha un destino già scritto, ha una missione e un nemico da sconfiggere.<br />
Dunque non solo non siamo dalle parti dei testi originali ma non siamo nemmeno dalle parti dei film di Tim Burton, nei quali solitamente il protagonista è un outsider che trova in un luogo oscuro e apparentemente ostile il suo vero habitat perchè più sincero ed autentico dei conformismi borghesi cui era abituato. Alice si trova male nel mondo reale perchè è diversa mentre nel mondo delle meraviglie lotterà per riportare lo status quo, per normalizzare quel luogo dalla tirannia folle della Regina Rossa. Peccato che proprio la Regina Rossa sia la vera outsider: sorella maggiore brutta e dalla testa troppo grande che è sempre stata all&#8217;ombra della sorella minore, tanto carina e amabile quanto cretina e impalpabile, e che non riuscendo a farsi amare preferisce essere odiata. Ecco perchè dopo un inzio fantastico, che entra di diritto tra le cose migliori che Tim Burton abbia mai girato, il resto del film è una continua delusione. La parte nel paese delle meraviglie è un percorso verso il conformismo di un personaggio ritenuto matto che, come in un film fantasy, subisce una profezia che si deve avverare, ha un&#8217;armatura, una spada, nemici mitologici e via dicendo.<br />
E a poco purtroppo servono le molte interessanti intuizioni visive, le mille piccole raffinatezze di scenografia (praticamente tutta in computer grafica), di costumi e di trucco di fronte ad una parabola disneiana nel senso più deteriore del termine, per la quale l&#8217;eroina del caso trova la strada che era stata decisa per lei invece di forgiarne una con le proprie mani o secondo i propri gusti.<br />
Di certo non aiutano un 3D realizzato tutto in postproduzione e abbastanza inutile (almeno il 50% del film ne è privo tanto che se guardato senza occhiali non presenta il classico effetto &#8220;doppio&#8221;) e momenti come la &#8220;deliranza&#8221; del Cappellaio Matto, che da sola è probabilmente la punta più bassa di tutto il cinema di Tim Burton e di quello di Johnny Depp messi insieme.</p>
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		<title>Wolfman</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 19:04:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tv Live</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Settanta lune piene dopo ritorna a ululare la belva antropomorfa della Universal omaggiando la tradizione gotica

Lawrence Talbot rientra in seno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Settanta lune piene dopo ritorna a ululare la belva antropomorfa della Universal omaggiando la tradizione gotica</strong></h2>
<p><a href="http://www.tvliveit.it/wp-content/uploads/2010/02/wolfman.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-573" title="wolfman" src="http://www.tvliveit.it/wp-content/uploads/2010/02/wolfman.jpg" alt="" width="420" height="438" /></a></p>
<p>Lawrence Talbot rientra in seno alla famiglia dopo una lunga assenza e in una notte di luna piena. Fuori dalla sua tenuta, una bestia affamata e famelica abita i boschi del villaggio, visita le notti dei puritani e ne strazia i corpi. Vittima della mostruosa creatura cade pure il fratello di Lawrence, sposato alla bella e mite Gwen, che chiede aiuto e trova conforto in lui. Per fermare l’orrore e fare chiarezza sulla vicenda viene ingaggiato un ispettore di Scotland Yard, Alberline. Durante una “battuta di caccia”, la bestia aggredisce e azzanna Lawrence riducendolo in fin di vita. Sopravvissuto al morso e fatalmente contagiato, il giovane Talbot si trasforma nelle notti di luna piena in un lupo, aggredendo e uccidendo gli abitanti del villaggio. Ricoverato in manicomio e poi fuggito, Lawrence verrà braccato da Alberline, deciso a porre fine ai suoi scempi. Gwen, perdutamente innamorata, tenterà invece di strapparlo alla licantropia con la forza dell’amore e dei suoi baci.<br />
La più leggendaria e misteriosa fra tutte le creature della Universal è senza dubbio l’uomo lupo, nato nel 1941 dalla penna dello sceneggiatore Curt Siodmak e ispirato dalla mitologia e dal folclore. Privo di una fonte letteraria forte e della radicale alterità che caratterizzano il Dracula di Bram Stoker e la creatura di Frankenstein di Mary Shelley, l’uomo lupo non è un essere completamente altro e avulso dalla società umana, è piuttosto un uomo condannato dal Fato a una diversità intermittente, che lo colpisce nelle notti di luna piena.<br />
Settant’anni e diverse variazioni sul tema dopo (Frankenstein contro l’uomo lupo, L’ululato, Un lupo mannaro americano a Londra), spetta a Joe Johnston rilanciare i licantropi, omaggiando la vecchia tradizione gotica e le gloriose produzioni “B” della Universal. Wolfman “restaura” make up e orrore, guardando alle versioni cinematografiche del romanzo “nero” ottocentesco, evidenziando una società che vieta l’esplicarsi delle forze inconsce e trasformando la tragedia greca del soggetto originale in tragedia shakespeariana. Al centro del film, si contendono scena, “trono” e fanciulla un padre e un figlio, un re e un principe, belve antropomorfe vittime della stesso male e della stessa inquietudine mostruosa.<br />
Benicio del Toro, attore che interpreta un attore, è una sorta di Amleto, un eroe romantico sull’orlo del precipizio. Chiuso in se stesso e nella sua immobilità luttuosa (la morte dell’amata madre quando era soltanto un bambino), teme l’insorgere della passione che può trasformarlo in predatore omicida. Il suo personaggio, fondato sugli infiniti e ripetuti “essere o non essere”, offre un aggiornamento efficace del principe danese, in lotta questa volta contro un genitore tangibile. Il padre di Anthony Hopkins, specializzato a partire da Hannibal Lecter in sdoppiamenti della personalità, è un aguzzino invasato, trincerato nel suo segreto e deciso a contendere il potere al figlio, di cui ingabbia letteralmente la spontaneità individuale. La tenuta dei Talbot è il paradiso e insieme la prigione morbosa che inscena la duplicità psicologica del protagonista, il conflitto e la manifestazione del tarlo segreto (ed ereditario) che divora la luminosa corazza dell’eroe.<br />
Eroso dall’interno, il giovane Lawrence crollerà sotto l’incendio delle passioni e rovinerà come la sua tenuta, sconfitto e spinto tra le braccia “del non essere” e dentro la sua prima notte di quiete.</p>
<h2>Wolfman &#8211; Trailer italiano</h2>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/PVKyeMQcUNY&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/PVKyeMQcUNY&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
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		<title>Televoto &#8220;inceppato&#8221; durante il serale di &#8220;Amici 9&#8243;</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 17:15:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tv Live</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema e Film]]></category>
		<category><![CDATA[Amici]]></category>
		<category><![CDATA[Amici 9]]></category>
		<category><![CDATA[De Filippi]]></category>
		<category><![CDATA[Reality Show]]></category>

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		<description><![CDATA[Momento duro per i reality show, che vengono bersagliati dal loro pubblico a causa delle presunte truffe nascoste dietro al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Momento duro</strong> per i <strong>reality show</strong>, che vengono bersagliati dal loro pubblico a causa delle <strong>presunte truffe</strong> nascoste dietro al <strong>televoto</strong>.</p>
<p><a href="http://www.tvliveit.it/wp-content/uploads/2010/02/amici-9-maria-de-filippi.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-564" title="amici-9-maria-de-filippi" src="http://www.tvliveit.it/wp-content/uploads/2010/02/amici-9-maria-de-filippi.jpg" alt="" width="500" height="313" /></a></p>
<p>Nella redazione di <strong>“Amici”</strong> da domenica 7 febbraio piovono lettere ed <strong>e-mail di protesta</strong>: i numeri mostrati in sovraimpressione durante la diretta sono <strong>inesistenti</strong>.</p>
<p>È questa<strong> l’accusa</strong> dei telespettatori, che mandando sms o telefonando ai numeri mostrati dal programma, si sono sentiti più volte rispondere che il <strong>numero chiamato</strong><strong> non</strong> <strong>esisteva</strong>.</p>
<p>Il dubbio è lecito: che l’inesistenza riguardi solo alcuni numeri e non altri?</p>
<p>In altre parole,<strong> il televoto è stato pilotato</strong>?</p>
<p>Questo non è dato saperlo madi certo è che l’eliminazione di<strong> Borana</strong> a questo punto non sarebbe comunque giusta, anche se si fosse trattato di un semplice <strong>“inceppamento” telefonico</strong> e anche se la <strong>ballerina classica </strong>non è mai apparsa particolarmente amata dal pubblico.</p>
<p>Non è la prima volta, però, che ad “Amici” <strong>sorgono dubbi sul televoto</strong>.</p>
<p>In <strong>“Amici 7”</strong>, la famosa edizione vinta da <strong>Marco Carta</strong>, i telespettatori insorsero a causa di un <strong>errore</strong> <strong>di grafica</strong>.</p>
<p>Infatti, durante un serale, tre volte su otto, mentre si esibiva la squadra blu, compariva in sovraimpressione il codice per votare la squadra bianca, impedendo così agli appassionati del programma e tifosi dei blu di votare per i loro beniamini.</p>
<p>In quell’occasione uscì l’attrice “blu” <strong>Marina Marchionne</strong> e <strong>Luca Zanforlin</strong>, dopo un<strong> riesame dei voti</strong>, sostenne pubblicamente che la vittoria sarebbe andata comunque ai bianchi.</p>
<p>Un’altra polemica risale invece alla <strong>finale</strong> dello scorso anno, vinta da <strong>Alessandra Amoroso</strong>, durante la quale i telespettatori votanti non hanno ricevuto conferma del voto effettuato (in seguito all’invio di un sms di solito arriva un sms di conferma), lasciando quindi il dubbio che la <strong>preferenza</strong> non fosse stata registrata.</p>
<p>Inoltre, molti telespettatori hanno accusato il programma di non avere mostrato la percentuale con cui la Amoroso vinse e soprattutto di aver continuamente tentato di screditare <strong>Valerio Scanu</strong>, secondo classificato, per favorire la cantante.</p>
<p>Per non parlare di quello che spesso in rete e dai<strong> fan</strong> viene definito il<strong> “pongoregolamento”</strong>, ossia un regolamento che varia in base all’<strong>umore degli autori</strong> o, per essere più maligni, per<strong> favorire i loro protetti</strong>.</p>
<p>L’ultimo esempio risale proprio a domenica scorsa, in cui si aspettava una <strong>doppia eliminazione</strong>, trasformatasi in una sfida a due ed, infine, addirittura in un <strong>ripescaggio</strong>.</p>
<p>Degli “Amici” ultimamente, è meglio <strong>non fidarsi</strong>!</p>
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		<title>Milan &#8211; Livorno 31 Gennaio 2010 Streaming diretta gratis</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Jan 2010 21:37:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tv Live</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema e Film]]></category>
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		<category><![CDATA[Milan]]></category>
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		<description><![CDATA[
Tutto pronto su Tv Live per l’appuntamento con la  Serie A tra: Milan – Livorno in streaming live in diretta gratis alle ore 15:00 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tvliveit.it/wp-content/uploads/2010/01/milan-livorno.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-538" title="milan-livorno" src="http://www.tvliveit.it/wp-content/uploads/2010/01/milan-livorno.jpg" alt="" width="482" height="300" /></a></p>
<p>Tutto pronto <strong>su <em>Tv Live</em></strong> per l’appuntamento <strong><em>con la  Serie A tra</em></strong><strong><em>: Milan – Livorno </em>in <em>streaming live in diretta gratis</em> alle ore 15:00 di Domenica 31 Gennaio 2010.</strong></p>
<p>La partita di Coppa Italia persa contro l’Udinese non fa testo. Se si guarda al Milan del derby invece si capisce come il Livorno non possa creare grattacapi. L’Inter ha dimostrato di essere superiore, ma il Milan non ha fatto brutta figura e ha dimostrato come Leonardo sia riuscito a trarre il massimo dal materiale a disposizione. Questo Ronaldinho non fa la differenza nei big match, ma in queste gare contro le squadre abbottonate in difesa diventa decisivo con le sue verticalizzazioni improvvise, o saltando l’uomo. Il Livorno è un cantiere aperto, e la vicenda Cosmi ha contribuito ad agitare negativamente la settimana. Poi da una squadra che finora ha segnato appena 4 gol in trasferta non ci si può attendere miracoli.</p>
<h2>Come e dove vedere Milan - Livorno 31 Gennaio 2010 Streaming diretta gratis</h2>
<p>Per chi non ha a disposizione un abbonamento satellitare , ad esempio a Sky, <strong>è comunque possibile guardare le partite di Serie A e B, Champions League e Europa  League in diretta</strong>: l’unica condizione è quella di avere a disposizione una <strong>connessione a banda larga</strong> (le normali ADSL italiane vanno benissimo) e installare uno o più programmi adatti a ricevere le trasmissioni. Tutto questo è possibile <strong>grazie ad alcuni canali televisivi stranieri</strong>, che hanno i diritti per il Campionato italiano, Champions League e Mondiali, anche via Internet.<strong> </strong></p>
<p><strong>E’ possibile vedere la partita gratis da internet scaricando <span style="text-decoration: underline;">Free Tv Radio</span> oppure da questi siti web:</strong></p>
<ul>
<li>
<h3><a title="Free TV e Radio" href="http://www.tvliveit.it/Free-TV-Radio.php" target="_blank">Free TV Radio</a> « Vai al sito!</h3>
</li>
<li>
<h3><a href="http://www.justin.tv/" target="_blank">Justin TV</a> - <a href="http://www.freedocast.com/" target="_blank">Freedocast</a> - <a href="http://www.ustream.tv/" target="_blank">Ustream</a> - <a href="http://www.rojadirecta.com/" target="_blank">Rojadirecta</a></h3>
</li>
</ul>
<p><strong>Free TV Radio</strong> ti apre un nuovo mondo. Video clips, concerti, partite di calcio, tutti i tipi di sport… Guarda, vivi e ascolta… gratuitamente!<br />
Con l&#8217;installazione di FreeTVRadio ti verra&#8217; richiesto di installare anche Offerbox un servizio online che cerca per te buoni sconto, prodotti scontati e offerte speciali per aiutarti a trovare l&#8217;affare migliore disponibile per il prodotto che stai cercando in Internet. Puoi decidere se installare offerbox e questo non incide sull&#8217;installazione e sul funzionamento di freetvradio. Entrambi i software sono stati testati e sono liberi da qualsiasi virus o spyware. Quindi <strong>puoi vedere tutto il calcio , o altri canali televisivi gratuitamente </strong>e <span style="text-decoration: underline;">in completa sicurezza</span>. <strong>Buona Visione!</strong></p>
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		<title>Avatar</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 18:37:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tv Live</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema e Film]]></category>
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		<description><![CDATA[James Cameron si conferma un regista capace di fondere spettacolarità e messaggio
Jake Sully è un marine costretto su una sedia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>James Cameron si conferma un regista capace di fondere spettacolarità e messaggio</strong></p>
<p><img title="avatar" src="http://www.tvliveit.it/wp-content/uploads/2010/01/avatar.jpg" alt="" hspace="5" width="150" height="215" align="left" />Jake Sully è un marine costretto su una sedia a rotelle che accetta di trasferirsi sul pianeta Pandora (distante 44 anni luce dalla Terra) in sostituzione del fratello morto. Costui era uno scienziato la cui missione era quella di esplorare il pianeta mediante un avatar. Essendo l&#8217;atmosfera del pianeta tossica per gli umani sono stati creati degli esseri simili in tutto e per tutto ai nativi che possono essere ‘guidati&#8217; dall&#8217;umano che si trova al sicuro dentro la base. Pandora però non è solo un luogo da studiare. È soprattutto un enorme giacimento di un minerale prezioso per la Terra su cui la catastrofe ecologica ha ridotto a zero le fonti di energia. Uomini d&#8217;affari avidi e militari si trovano così uniti nel tentativo di spoliazione del pianeta. C&#8217;è però un problema: gli indigeni Na&#8217;vi non hanno alcuna intenzione di farsi colonizzare. Il compito iniziale dell&#8217;avatar di Jake sarà quello di conoscerne usi e costumi e di farsi accettare all&#8217;interno delle loro comunità. Sarà così in grado di riferire se sia possibile sottometterli. Jake conosce così Neytiri, una guerriera Na&#8217;vi figlia del capo tribù. Da lei impara a divenire un guerriero molto diverso dal marine che è stato e se ne innamora ricambiato. Da quel momento la sua visione dell&#8217;impresa cambia.<br />
James Cameron è tornato e, ancora una volta, ha lanciato la sua sfida molto personale al mondo del cinema. Così come in <em>Titanic</em>, snobbato a torto dalla critica più vetero-conservatrice, anche in <em>Avatar</em> decide di basare l&#8217;impresa su una sceneggiatura che a un primo sguardo non può non apparire decisamente semplice (anche se chi ha fatto facili e ironici riferimenti a <em>Pocahontas</em> ha dimenticato che la giovane indiana d&#8217;America visse, nella sua storia d&#8217;amore con John Rolfe, il percorso esattamente opposto a quello qui narrato).<br />
Cameron si rivela, proprio grazie agli stereotipi narrativi di cui fa ampio uso, un vero autore. Potrebbe sembrare un ossimoro ma non è così. Perché pesca citazioni a piene mani dalla storia del cinema (non rinunciando, ad esempio, a citarsi richiamando in servizio la Sigourney Weaver, un tempo Ripley, offrendole un&#8217;entrata in scena provocatoria con sigaretta accesa o attingendo per il personaggio di Tsu&#8217;tey al Vento nei Capelli di <em>Balla coi lupi</em>) ma riesce a trasferirle nelle proprie ossessioni narrative. Che sono quelle (tanto per citarne solo alcune) della scoperta di ‘Nuovimondi&#8217; da <em>Abyss</em> al già citato <em>Titanic</em> o del cosa significhi sentirsi alieno e sul cosa accade quando la prospettiva si rovescia.<br />
Ma è soprattutto il mistero delle dinamiche organiche naturali e del loro rapporto con la Scienza e con i suoi prodotti (siano essi macchine come in <em>Terminator</em> o corpi che sono al contempo un sé e un ‘altro da sé&#8217; come gli avatar) che lo affascina. Non facendogli però dimenticare che al pubblico (anche al più vasto, indispensabile per riassorbire gli enormi capitali investiti e trarre un profitto) non è sufficiente offrire la tecnologia più avanzata (che qui non manca). Non basta ‘stupirlo&#8217;.<br />
Anche se nel modo più accessibile è fondamentale suscitare un pensiero. In <em>Titanic</em> ci si immergeva alla ricerca di un tesoro e se ne riportava invece una traccia di memoria (il ritratto) che spingeva poi lo spettatore a interrogarsi su una nave che diveniva, senza superflue sottolineature, il simbolo della divisione in classi di una società. In <em>Avatar</em>, pensato 15 anni fa ma realizzato negli ultimi 4, la recente lezione della guerra in Iraq lascia le sue tracce profonde. Ancor più del discorso ecologico che sottende tutto il film (con la sua visione di un&#8217;energia panica da rispettare) è quello sulla facile etichettatura di nemici applicabile a coloro che posseggono le fonti energetiche che abbisognano ai più forti che maggiormente segna la narrazione. È storia di sempre, si dirà, già vista (al cinema) e sentita. Ma ci vogliono registi capaci di osare, consapevoli che tutte le storie sono già state narrate ma che alcune meritano di essere ribadite con tutta la forza della spettacolarità che è possibile mettere in campo.<br />
<em>Avatar</em> non sarà il film che rivoluzionerà la storia del cinema ma Cameron merita rispetto e ammirazione. Sa perché e su quali temi rischiare, in un&#8217;epoca in cui la grande maggioranza cerca l&#8217;incasso sicuro. Onore al merito.</p>
<h2>Avatar Trailer Italiano HD</h2>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/iR1b7G1TM0s&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/iR1b7G1TM0s&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
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		<title>Sherlock Holmes</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Dec 2009 16:32:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tv Live</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema e Film]]></category>
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		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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		<category><![CDATA[Sherlock Holmes]]></category>
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		<category><![CDATA[watson]]></category>

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		<description><![CDATA[Ritorno alle origini del personaggio di Conan Doyle per un plot originale in salsa action e steampunk
Sul finire dell&#8217;Ottocento, Londra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ritorno alle origini del personaggio di Conan Doyle per un plot originale in salsa action e steampunk</strong></p>
<p><a href="http://www.tvliveit.it/wp-content/uploads/2009/12/sherlock-holmes.jpg"><img title="sherlock holmes" src="http://www.tvliveit.it/wp-content/uploads/2009/12/sherlock-holmes.jpg" alt="" hspace="5" width="150" height="214" align="left" /></a>Sul finire dell&#8217;Ottocento, Londra è una città affascinante e pericolosa. Le novità tecnologiche attirano i cittadini più curiosi, ma il richiamo per l&#8217;occulto e il soprannaturale è altrettanto forte. Quando Sherlock Holmes e il fido dottor Watson consegnano l&#8217;assassino di giovani donne Lord Blackwood alla giustizia e, dopo aver assistito all&#8217;esecuzione capitale, assistono non di meno alla sua apparente resurrezione, Holmes è felice di potersi finalmente interessare di qualcosa alla sua portata. Tanto più che si è ripresentata a lui la bella Irene Adler, chiedendo il ritrovamento di un uomo che si scoprirà interrato nella bara di Blackwood. I casi si intrecciano, si aggrovigliano, sporcano gli abiti di fumo e di avventura.<br />
Guy Ritchie punta su un indirizzo ambizioso: 221B, Baker Street. Lente d&#8217;ingrandimento alla mano, smette di farsi sedurre dall&#8217;eccentricità per accumulazione (i tanti personaggi delle pellicole precedenti) e la trova, purissima, per “concentrazione” nella figura di Sherlock Holmes, così come fece capolino inizialmente sulle pagine di Conan Doyle, prima di rifarsi trucco e parrucco in seguito alle ingerenze dei lettori, della storia, della leggenda e del cinema stesso. Un uomo di straordinario acume e ugual passione per l&#8217;azione, ordinato mentalmente come nessun altro (se n&#8217;è fatto un “metodo”), che vive da bohemien nel disordine dei ritagli di giornale (la cronaca scandalistica), della polvere (bianca?) e dell&#8217;assenza di regolari abitudini, scazzottando alla bisogna a mani nude. Questo ritorno alle origini del personaggio –benché poi la sceneggiatura segua un plot originale- è una prima evidenza a favore del lavoro di Ritchie.<br />
Seconda, ma intimamente connessa, viene la scelta degli interpreti: il nuovo Holmes emerge, coerente e vigoroso, dalla zona di intersezione e sovrapposizione tra le caratteristiche romanzesche del detective di Conan Doyle e quelle reali e “biofilmografiche” di Robert Downey Jr., talento istrionico, uomo intelligente e contraddittorio, paladino iron(ico), non privo di invadenti fantasmi e noti (alle cronache) trascorsi. Al suo fianco, Jude Law è un dottor Watson con personalità, un passo indietro in quanto a genialità e spavalderia ma complice sincero, coinquilino avvenente, braccio (destro) e spalla (fuori e dentro la finzione) che valgono bene una scenata di gelosia, un tocco di isterismo, una manciata di voluta ambiguità. Rachel Mc Adams, infine, è “la donna”, furba e traditrice, unica fonte femminile di interesse per il nostro, in quanto caso irrisolvibile, abitante di quel territorio del diavolo &#8211; la criminalità elegante e scaltra &#8211; con cui il protagonista flirta tanto piacevolmente. Ma uno più uno, questa volta, non fa un due pieno.<br />
Qualche spacconeria di sceneggiatura, non poche lungaggini, dialoghi che promettono ma non conquistano, fermano lo spettatore dal fregarsi le mani e gli lasciano sul viso un sorrisetto sarcastico. Alla Holmes.</p>
<h2>Sherlock Holmes trailer italiano</h2>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Hax5Ty78S78&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/Hax5Ty78S78&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
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